Visit Calascio, un progetto di rigenerazione urbana che parte dal basso

22 Ott 2018 | Case Study e Success Stories

Debora Calomino

Diverse le associazioni che hanno promosso questa iniziativa virtuosa, in un borgo dell’entroterra abruzzese, esempio di sviluppo sociale ed economico di una piccola comunità

Le aree interne e i piccoli borghi sono risorse fondamentali per custodire l’identità del territorio italiano. L’Italia è un Paese ricco di beni culturali e ambientali, talvolta conservati in luoghi dell’entroterra, in centri minori, affascinanti e unici. La fruibilità di questi territori è molto importante, sia per permettere di conoscere i tesori nascosti, sia per scongiurare l’abbandono e lo spopolamento, pratiche sempre più diffuse.

In Abruzzo, nel cuore della regione, precisamente a Calascio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, si sta portando avanti un progetto virtuoso di rigenerazione urbana, frutto della collaborazione tra la Onlus Cittadinanzattiva, l’associazione YoUrbanMob, formata da giovani e promettenti architetti, Borghi Autentici d’Italia e l’amministrazione comunale.

Visit Calascio ha lo scopo di riqualificare e promuovere il borgo antico, con una serie di azioni volte soprattutto alla rinascita e al rinnovamento del tessuto sociale e produttivo. Uno dei primi passi per la realizzazione del progetto è stato il recupero di un immobile pubblico non utilizzato, un luogo simbolo della cultura e della crescita, l’ex Scuola Primaria, diventata oggi un punto informativo ed un centro dedicato alla formazione e all’aggregazione sociale.

Iniziative del genere che partono dal basso sono importantissime per dare sostegno e forza ai territori: innanzitutto perché riutilizzano le risorse esistenti e abbandonate, donando una loro nuova vita e funzioni, poi perché sono un ottimo esempio di cittadinanza attiva, coinvolgendo anche i più giovani per la valorizzazione del territorio.

Ciò che traspare da progetti come Visit Calascio è la volontà di preservare i luoghi della tradizione e le comunità, rispettando l’identità del territorio e il suo ambiente. La differenza tra territori di successo e territori dimenticati sta nel desiderio delle comunità residenti di investire nel proprio potenziale e di crederci fermamente, mettendo in campo le risorse migliori, siano esse umane, ambientali, culturali o architettoniche.

Debora Calomino